Fondazione Cavalieri di Colombo

90 Anni

Musei Capitolini
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I programmi e le attività dei Cavalieri di Colombo oggi sono ancora collegati a quelle attività che essi svolgevano agli inizi della loro fondazione: difendere i più bisognosi, sia che necessitino di cibo, vestiti, libertà che di rispetto nel praticare la propria fede.
Lo scorso anno, in risposta alla recessione economica, i Cavalieri hanno promosso un incontro sul rapporto tra la carità ed i capitani d'industria, per discutere su come il volontariato potrebbe guidare il paese fuori dalla recessione e promuovere, in America, un sentimento di aiuto reciproco.
Al tempo stesso, i Cavalieri hanno lanciato, a livello nazionale, programmi per la distribuzione di cibo, vestiti ed altri generi di prima necessità per i più bisognosi della comunità. Inoltre, a partire dagli anni Sessanta i Cavalieri hanno lavorato a stretto contatto con gli organizzatori degli "Special Olympics", offrendo sia finanziamenti che migliaia di ore di volontariato per permettere agli atleti portatori di handicap di gareggiare e realizzare i propri sogni.
La salvaguardia del matrimonio e delle famiglie è stata di estrema importanza per i Cavalieri di Colombo sin dal principio: l'Ordine continua a valorizzare la vita e la dignità di ogni persona, nata o non nata. Per questo obiettivo hanno dotato di macchinari ad ultrasuoni i centri ostetrici di tutto il paese, educando cosi le madri sul bambino che portano in grembo.
I Cavalieri hanno anche patrocinato delle conferenze sugli effetti dell'aborto e del divorzio; tra le quali un simposio in collaborazione con l'Istituto Giovanni Paolo II per gli Studi sul Matrimonio e la Famiglia a Roma, nella Pontifica Università Lateranense.
E, in conformità con la loro linea per la tutela della libertà religiosa, i Cavalieri hanno promosso una serie di conferenze su questo tema cooperando con l'Ambasciata Americana presso la Santa Sede.
Infine I Cavalieri sono rapidamente operativi in caso di calamità. Nel periodo immediatamente successivo all'11 Settembre 2001 l'Ordine ha aiutato economicamente le famiglie dei soccorritori periti negli attacchi.
Nel 2005 quando la regione del Golfo degli Stati Uniti fu devastata dagli Uragani Katrina e Rita, i Cavalieri inviarono più di 10 milioni di dollari ed organizzarono innumerevoli ore di volontariato per la rimozione dei detriti e per la ricostruzione.
Più di 125 anni dopo la sua fondazione, l'Ordine continua a servire le comunità del mondo intero, ad aiutare le persone in difficoltà ed a essere al servizio della Chiesa, locale e globale.

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Soccorsi nelle catastrofi

Essendo un'organizzazione con membri in tutto il mondo, i Cavalieri di Colombo sono spesso presenti nei casi di calamità naturali e in altri scenari di tragedie umane. Sia quando hanno sostenuto le popolazioni alluvionate del Messico e delle Filippine che quando hanno aiutato le vittime degli uragani Katrina e Rita, sia quando hanno assistito le famiglie del personale di soccorso perito l'11 settembre 2001, che quando hanno inviato sedie a rotelle per i feriti del terremoto che ha sconvolto Haiti quest'anno, i Cavalieri sono una forza potente di volontariato ovunque sia necessario.

Una Civiltà dell'Amore

I Cavalieri di Colombo sono impegnati ad aiutare nel costruire quello che è stato un tema costante nel Pontificato di Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI: "Una Civiltà dell'Amore". Nel costruire le case per le famiglie in difficoltà, nel provvedere ai cappotti per i bambini d'inverno, nell'incoraggiare il volontariato in un momento di recessione globale, nell'assicurare alle truppe all'estero il sostegno per accrescere la loro fede, i Cavalieri ovunque nel mondo sono sempre guidati dai principi fondanti dell'Organizzazione: la Carità e l'Unità.

I Campi oggi

I Campi dei Cavalieri di Colombo a Roma sono ancora utilizzati dalle squadre di calcio locali, dagli ospedali, dai centri di riabilitazione e da molti altri. I campi del nuovo Oratorio di San Pietro (spostati nel 1960 dalla locazione originaria donata dai Cavalieri di Colombo per costruire l'ala Paolo VI) ospitano l'annuale "Clericus Cup", il tanto atteso torneo di calcio al quale partecipano centinaia di seminaristi che studiano a Roma.

Cuori d'Oro

I Cavalieri di Colombo hanno sempre lottato a favore della dignità di tutti, incluso quella di coloro che sono mentalmente disabili. Sin dagli anni '60, l'Ordine è stato coinvolto attivamente nell'organizzazione degli "Special Olympics", fondati da Eunice Kennedy Shriver, moglie di Sargent Shriver, Cavaliere di Colombo e Primo Direttore del "Peace Corps". I Cavalieri aiutano questi giovani atleti a realizzare i loro sogni, sponsorizzando i giochi e offrendo dei volontari instancabili a sostegno dell'evento dei "Special Olympics" a livello locale, nazionale e anche internazionale.

Una continua presenza a Roma

Sponsor accademici, eventi religiosi e culturali, i Cavalieri di Colombo continuano la loro partecipazione attiva a Roma. Nel 2004, i Cavalieri hanno finanziato un grande Concerto di Riconciliazione nella Città del Vaticano, al quale hanno partecipato Papa Giovanni Paolo II, nonché l'ex rabbino capo di Roma e l'Imam della moschea di Roma. Più di recente, l'organizzazione ha patrocinato convegni su tematiche sociali, compreso il divorzio, l'aborto e la libertà religiosa.

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LA FINE DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE non segnò la fine della presenza dei Cavalieri di Colombo a Roma.
In qualità di organizzazione internazionale di laici cattolici, l'Ordine ebbe molte opportunità di aiutare il Vaticano, sia a Roma che all'estero.
Nel 1985, i Cavalieri finanziarono l'urgente restauro della facciata di San Pietro, così come quello delle statue di San Pietro e Paolo di fronte alla Basilica.
I restauri successivi riguardarono molte delle cappelle e delle nicchie sotto la Basilica, l'Atrio del Maderno, la cupola della Cappella del Santissimo Sacramento, la tomba di Papa Sisto IV e molte altre opere.
I Cavalieri sponsorizzarono anche un documentario sugli Scavi che portò alla luce la tomba di San Pietro sotto la Basilica.
Inoltre diffusero, da Roma al resto del mondo, eventi di primaria importanza, patrocinando il Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali del Vaticano. L'Ordine finanziò la creazione di un archivio per i microfilm Vaticani presso l'Università di St. Louis in Missouri, così come quello della Cineteca Vaticana a Roma.
Nell'impegno di diffondere il messaggio della Chiesa al mondo, a partire dagli anni 70, essi sponsorizzarono la trasmissione via satellite delle Messe Papali. Con lo stesso proposito, nel 1985 l'Ordine donò un furgone satellitare al Centro Televisivo Vaticano, potenziando i programmi a livello internazionale. I rapporti tra i Cavalieri di Colombo e il Vaticano assunsero un valore speciale durante la Guerra Fredda, quando i Cavalieri finanziarono la messa in onda delle riprese della famosa visita di Papa Giovanni Paolo II in Polonia nel 1979. Nello stesso periodo, l'Ordine stanziò dei fondi per la pubblicazione e consultazione di alcuni testi intitolati "Le Comuni Radici Cristiane dell'Europa", che vennero poi stampati in Polonia. Infine, riprendendo la missione diplomatica del Conte Galeazzi, i Cavalieri si adoperarono per promuovere degli incontri tra il Segretario di Stato Vaticano Cardinale Agostino Casaroli e il Presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan che ebbero luogo, nel 1982, durante la centesima "Convention" annuale dell'Ordine ad Hartford nel Connecticut.
Nell'occasione, il Presidente Reagan e il Cardinale Casaroli discussero sulla opportunità della creazione di relazioni diplomatiche formali tra i due Paesi. Non molto tempo dopo tali relazioni divennero realtà.

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L'eredità dei Campi Sportivi

Il 24 maggio 1959 fu dedicata una targa di marmo presso il centro sportivo del Lungotevere con i nomi degli 81 giovani che crebbero giocando sui campi dei cavalieri e diedero la propria vita nella Seconda Guerra Mondiale. Sebbene aperti anche durante il corso della guerra,ed in alcune circostanze usati per la distribuzione di cibo ed opere caritatevoli, i campi dei cavalieri nel dopo guerra, fiorirono nuovamente e oggi si annoverano molti romani importanti che li usarono da bambini. Tra questi anche il Primo Ministro Giulio Andreotti e calciatori eccellenti come Giancarlo De Sisti e molti altri.

Arte e Fede

Una delle opere più visibili dell'eredità dei Cavalieri di Colombo a Roma è il lavoro che l'organizzazione ha svolto in Vaticano con i suoi più importanti progetti di restauro. Di grande rilievo è il restauro della facciata della Basilica di San Pietro realizzato nel 1985, insieme a quello delle statue San Pietro e Paolo nella piazza antistante, che erano molto danneggiate da anni di esposizione agli agenti esterni. Molti altri progetti furono intrapresi, incluso il restauro dell'atrio della Basilica realizzato dal Maderno, le Grotte Vaticane e, tra gli altri, la cupola della Cappella del Santissimo Sacramento.

Il progetto più recente sostenuto dai Cavalieri, è stato il restauro del monumento funebre in bronzo del XV secolo di Papa Sisto IV, realizzato dallo scultore fiorentino Antonio del Pollaiolo e considerato uno dei più importanti capolavori dell'arte Rinascimentale.

Raggiungere il mondo

Come la tecnologia è cambiata nel corso dei secoli, creando nuovi modi di comunicare e nuovi mezzi di trasporto, I Cavalieri di Colombo, sia come individui che come un'organizzazione, hanno aiutato spesso il Vaticano nel portare i messaggi del Papa - e perfino il Papa stesso – in tutto il mondo. A partire dal 1929, con il dono fatto dai fratelli Graham di una delle prime "papamobili" fino al finanziamento dell' uplink satellitare e la donazione di veicoli per le trasmissioni televisive satellitari, i Cavalieri di Colombo hanno consentito a milioni di persone di connettersi agli eventi pontifici.

La Chiesa in America nel XX secolo

Nel periodo in cui John F. Kennedy fu eletto 35° Presidente degli Stati Uniti nel 1960, l'America era un posto diverso per i cattolici. Sebbene il Presidente stesso combattesse i sentimenti anticattolici, i toni si erano complessivamente placati rispetto a quelli che Padre McGivney dovette fronteggiare nel tardo XIX secolo e a quelli che Al Smith affrontò durante la campagna presidenziale del 1928. Durante le visite del Papa Giovanni Paolo II negli Stati Uniti e in Canada – così come per varie decine di altri paesi – i Cavalieri di Colombo hanno orgogliosamente accolto il Santo Padre, anche co-patrocinando una Messa a New York. L'Ordine ha giocato un ruolo unico nel preparare il terreno per le relazioni diplomatiche ufficiali tra gli Stati Uniti e la Santa Sede. Quando il Cardinale Agostino Casaroli e il Presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan si incontrarono durante la Centesima Convention dei Cavalieri, tenutasi nel 1982 a Hartford nel Connecticut, parlarono dello sviluppo positivo delle relazioni tra i due paesi.

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NELL'AGOSTO DEL 1920, i Cavalieri di Colombo intrapresero un viaggio attraverso la Francia e l'Italia, con l'intenzione di dedicare una statua a Lafayette, donata dai Cavalieri a Metz, in Francia. Faceva parte del programma del viaggio anche un pellegrinaggio a Roma, dove la delegazione incontrò Papa Benedetto XV, dal quale furono invitati a rimanere stabilmente nella città.
In quel tempo Roma si stava risollevando dalla Prima Guerra Mondiale, e le attrezzature sportive per i giovani romani erano scarse e necessarie.
Su suggerimento del Papa, l'Ordine dei Cavalieri intraprese la costruzione di diversi campi da gioco in vari quartieri, per la gioventù. Lo spirito era quello del Programma "Army Hut" della Prima Guerra Mondiale: "Tutto Gratis" per i ragazzi accolti in queste strutture.
Sull'esempio di Padre McGivney, che operò attraverso la sua parrocchia, l'utilizzo dei Campi dei Cavalieri fu organizzato tramite le Parrocchie di Roma.
Negli anni 20, la libertà religiosa divenne un problema sempre più rilevante nell'America del Nord. La persecuzione della Chiesa Cattolica da parte del governo messicano fece si che i Cavalieri di Colombo si mobilitassero a sostegno della Chiesa di quel paese, raccogliendo un milione di dollari per far luce sulla situazione e aiutare i rifugiati negli Stati Uniti.
I Cavalieri, che avevano dato vita ad alcuni "Councils" in Messico nel 1905, fecero pressioni sul Presidente degli Stati Uniti Calvin Coolidge per trovare una soluzione alla crisi. Alla fine, l'impegno dei Cavalieri fu ripagato e la pressione crescente dell'opinione pubblica aiutò a trovare una soluzione nei "Mexican Accords" del 1929.
Papa Pio XI elogiò l'opera dell'Ordine in Messico del 1926 nell'Enciclica "Iniquis Afflictisque". Essi continuarono anche a combattere contro le politiche migratorie restrittive come il "Johnson-Reed Immigration Act" del 1924, che prendeva di mira soprattutto gli immigrati cattolici.
Infine, in un momento storico in cui l'uguaglianza razziale non era un ideale condiviso da tutti nel Paese, l'Ordine guardò avanti e commissionò una serie di racconti facenti parte dei "Racial Contribution Series" dei Cavalieri di Colombo.

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Evidenziando il contributo nazionale di coloro che erano spesso presi di mira dal razzismo - inclusi gli afroamericani e gli ebrei - i Cavalieri mostrarono che la loro lotta per essere accettati come cattolici patrioti, si estendeva anche alle altre razze e religioni.

Un'educazione pacifista

Gli anni 20 furono attraversati da tensioni sociali e odio. Negli Stati uniti le iscrizioni al KU KLUX Klan aumentarono vertiginosamente, trasferendo odio e violenza contro i cattolici, gli ebrei, gli afro-americani e gli immigrati di tutto il paese.

Allo stesso tempo, in Messico, il Klan ebbe un valido sostenitore nel Presidente Plutarco Elias Calles, il quale emanò nuove leggi contro i cattolici, tra cui l'abolizione dell'Educazione Cattolica, le restrizioni di venerazione e di culto culminarono con l'espulsione di centinaia di preti, incluso il delegato del Papa.

In tutto questo, i Cavalieri di Colombo si opposero al bigottismo dilagante da ambo i lati della frontiera. I Cavalieri di Colombo lanciarono una campagna educativa che metteva in luce le atrocità che succedevano in Messico. Per mezzo di conferenze e di pubblicazioni, diedero voce ad alcuni di quei gruppi maggiormente oppressi, grazie alla Knights of Columbus Historical Commission furono pubblicati dei libri sul ruolo fondamentale degli afro-americani, degli ebrei e dei tedeschi in america.

Dopo la guerra, campi della Speranza

Dal 1922 in poi, molti furono i campi costruiti a Roma, uno di questi l'Oratorio di San Pietro, era situato vicino il Vaticano sul terreno donato dal Papa stesso. Papa Pio XI approvo entusiasticamente i nuovi lavori "Io stesso vedo, dal mio studio, i progressi che stanno facendo qui nel cuore di Roma" e aggiunse che la presenza dei Cavalieri di Colombo fu molto pertinente " poiché quello che stanno facendo non è meno importante di altri lavori umanitari".

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MENTRE SULL'EUROPA SI ADDENSAVANO NUOVAMENTE LE NUBI DELLA GUERRA, i Cavalieri di Colombo dovettero lottare per rimanere in Italia, poiché Mussolini cercò di prendere il controllo delle attività e delle organizzazioni per la Gioventù Cattolica, inclusi i centri ricreativi dei Cavalieri.
Questi ultimi non solo mantennero i campi sportivi operativi nei primi anni Trenta, ma riuscirono a farli funzionare per tutto il corso della Seconda Guerra Mondiale poiché, quando scoppiò la guerra, i sacerdoti e le suore di Roma chiesero al Papa di mantenerli aperti.
Durante la guerra, l'ufficio romano dei Cavalieri di Colombo cominciò ad agire come collegamento tra il Vaticano e le altre nazioni, in particolar modo con gli Stati Uniti.
Al centro di tutto ciò, vi era il Direttore dell'Ufficio di Roma, il Conte Enrico Pietro Galeazzi che, essendo Governatore della Città del Vaticano ed al tempo stesso il Direttore dell'ufficio dei Cavalieri di Colombo, aveva relazioni strette sia con il Papa che negli Stati Uniti.
Nel 1943, venne inviato a Washington D.C., con una lettera per il Presidente Roosevelt da parte di Papa Pio XII nella quale il Santo Padre chiedeva personalmente che Roma venisse risparmiata da ulteriori bombardamenti Alleati.
Tuttavia Roma subì gli attacchi aerei e gli effetti della guerra. In quei tempi, i centri ricreativi assunsero un valore che andava al di là della loro funzione sportiva. Dopo il bombardamento del 1943 nel quartiere di San Lorenzo, Papa Pio XII insistette nel visitare di persona lo scenario della distruzione.
Con l'auto papale fuori servizio, il Conte Galeazzi accompagnò il Papa nelle vicinanze del campo sportivo di San Lorenzo, che era stato danneggiato dal bombardamento. Camminando in mezzo alla gente sconvolta, il Papa consolò il suo "gregge". Per un periodo, l'Oratorio di San Pietro venne usato anche come quartier generale di Papa Pio XII per la carità personale verso i romani e gli autocarri vaticani furono mandati a prendere viveri in ogni parte d'Italia da portare a Roma per la distribuzione.
In seguito alla guerra, i Cavalieri, sotto il Cavaliere Supremo Francis Matthews, prestarono attivamente assistenza aiutando gli italiani. Dopo la guerra e nel periodo immediatamente successivo, l'Ordine si dimostrò una presenza solida, affidabile e strategica nella Città Eterna, per cui molti Cavalieri Supremi furono ricordati con doni commemorativi dal Papa e dai funzionari vaticani.

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Le conseguenze della guerra

Il campo di gioco Benedetto XV, situato nella zona industriale di San Lorenzo, fu danneggiato dai bombardamenti Alleati del 1943, che distrussero la maggior parte dell'area circostante. Qualche ora dopo il Conte Enrico Pietro Galeazzi, rappresentante dei cavalieri di Colombo a Roma, accompagnò il Santo Padre Pio XII nelle vicinanze del campo sportivo, dove circa 1000 civili avevano perso la vita e migliaia erano stati feriti. Gli abitanti del quartiere si strinsero intorno al Santo Padre che era venuto a condividere con loro quel momento di sofferenza.

Conforto e aiuto

Durante la guerra, una parte dell'Oratorio di San Pietro servì come quartier generale per il programma del Vaticano di distribuzione del cibo iniziato dal Papa stesso per gli abitanti di Roma. Più di 400.000 persone utilizzarono giornalmente questo servizio. La fine della Seconda Guerra Mondiale fece vedere al mondo i bisogni sconvolgenti degli abitanti di Roma. I campi da gioco dei cavalieri furono utilizzati per ospitare aiuti umanitari di organizzazioni come le Nazioni Unite. I vescovi americani riconobbero l'assistenza attiva dei Cavalieri durante la guerra e premiarono la loro prontezza nell'aiutare i fratelli e le sorelle italiane nel momento del bisogno.

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MENO DI 25 ANNI DOPO LA FONDAZIONE, i Cavalieri di Colombo offrirono il loro sostegno alle truppe durante la Prima Guerra Mondiale, con la creazione di un Comitato per le attività di Guerra ed il programma "Army Hut" (rifugi militari). Questo programma portò i Cavalieri di Colombo nelle basi militari degli Stati Uniti e poi in Europa durante la Grande Guerra.

Gli "Army Huts" fornivano di tutto: dal cibo ai libri, dalla sponsorizzazione di spettacoli sportivi e quelli di intrattenimento. Da New York alla Siberia, i Cavalieri crearono infrastrutture per i soldati americani con il motto, "Everybody Welcome, Everything Free" (Tutti Benvenuti, Tutto Gratis).

Ancora non era stata fondata la United Service Organizations, e le truppe non avevano molte possibilità di riposarsi e rilassarsi. Inoltre, mentre esistevano alcune infrastrutture per i soldati protestanti ed ebrei, non ne esistevano di equivalenti per i cattolici. Vi era anche una forte carenza di cappellani.

L'Ordine colmò entrambi i vuoti mandando cappellani e mezzi ricreativi per i soldati, cattolici e non.

Tra gli intrattenitori più famosi del tempo che si esibirono per le truppe, vi erano Cora Youngblood con le sue cantanti e Garry McGarry, un importante attore del cinema muto e Segretario dei Cavalieri di Colombo a Vladivostok, in Siberia.

L'ambizioso programma dei Cavalieri li condusse in più di 100 diversi luoghi in Europa. Impressionato dal loro lavoro, Papa Benedetto XV invitò i Cavalieri a costituire una "Hut" a Roma, cosa che fecero presso l'Hotel Minerva dal 1918 al 1919. Questi organizzarono rifugi anche a Genova e a Venezia.

Ricevettero grandi elogi per la loro opera durante la guerra da Papa Benedetto XV, dal Maresciallo francese Ferdinand Foch, dal Generale americano John J. Pershing e da molti altri. A Roma, la presenza dell'Ordine fu così apprezzata che persino durante il culmine del sentimento anti-americano, nel periodo di negoziazione del Trattato di Versailles, la bandiera statunitense continuò a sventolare dal loro quartier generale.

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All'ombra del Pantheon

"Nella famosa Piazza della Minerva vicino al Pantheon, c'è un'insegna molto grande sulla facciata dell'Hotel Minerva dove si possono leggere le seguenti parole: 'Cavalieri di Colombo' … È il modo più simpatico per dire "I ragazzi americani sono i benvenuti". Una parte dell'Hotel Minerva è stata annessa ed isolata dal resto dell'albergo. Ci sono camere da letto, dei bagni e al piano inferiore, stanze per leggere, scrivere, giocare e un biliardo… C'è una sala laterale al piano terra dove vengono offerti cioccolato, caffè, e altro a tutte le ore. Vengono fornite sigarette oltre a tutto ciò che un soldato americano può desiderare. La sera vengono proiettati film e forniti altri intrattenimenti. Tutto è di prima classe e il Comandante a Roma è instancabile nel suo lavoro per i ragazzi che vanno e vengono. La sera prima erano in trenta e circa quindici hanno dormito lì. Il Capo è ben noto in Vaticano dove egli va personalmente per prendere i rosari, medaglie benedette da sua Santità per i soldati che ne fanno specifica richiesta. … I Cavalieri di Colombo hanno fatto un buon lavoro e nessuno in patria può fare di meglio che inviare i propri dollari per aiutarli a proseguire".

(Catholic World, Volume 108, March 1919, pg. 863-4.
Published by the Paulist Fathers.)

Lo Sport: un diversivo necessario

Le attività sportive ebbero per i Cavalieri di Colombo, fin dall'inizio attività dell'organizzazione, un ruolo importante. Padre McGivney stesso fu un appassionato di sport ed il primo a vincere la medaglia d'oro delle Olimpiadi moderne fu James Connolly, un membro dei Cavalieri di Colombo. Durante la Prima Guerra Mondiale lo sport divenne un'attività fondamentale nel programma "Army Hut" per il benessere mentale e fisico delle truppe. L'Attività fisica aiutò gli uomini a dimenticare gli orrori delle trincee e a rimanere attivi fino al termine delle attività. L'Ordine organizzò numerosi eventi sportivi all'estero, portando alcuni atleti di primissima categoria dagli Stati Uniti essendo sia Segretari che allenatori dei Cavalieri di Colombo.