Fondazione Cavalieri di Colombo

90 Anni

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LA FINE DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE non segnò la fine della presenza dei Cavalieri di Colombo a Roma.
In qualità di organizzazione internazionale di laici cattolici, l'Ordine ebbe molte opportunità di aiutare il Vaticano, sia a Roma che all'estero.
Nel 1985, i Cavalieri finanziarono l'urgente restauro della facciata di San Pietro, così come quello delle statue di San Pietro e Paolo di fronte alla Basilica.
I restauri successivi riguardarono molte delle cappelle e delle nicchie sotto la Basilica, l'Atrio del Maderno, la cupola della Cappella del Santissimo Sacramento, la tomba di Papa Sisto IV e molte altre opere.
I Cavalieri sponsorizzarono anche un documentario sugli Scavi che portò alla luce la tomba di San Pietro sotto la Basilica.
Inoltre diffusero, da Roma al resto del mondo, eventi di primaria importanza, patrocinando il Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali del Vaticano. L'Ordine finanziò la creazione di un archivio per i microfilm Vaticani presso l'Università di St. Louis in Missouri, così come quello della Cineteca Vaticana a Roma.
Nell'impegno di diffondere il messaggio della Chiesa al mondo, a partire dagli anni 70, essi sponsorizzarono la trasmissione via satellite delle Messe Papali. Con lo stesso proposito, nel 1985 l'Ordine donò un furgone satellitare al Centro Televisivo Vaticano, potenziando i programmi a livello internazionale. I rapporti tra i Cavalieri di Colombo e il Vaticano assunsero un valore speciale durante la Guerra Fredda, quando i Cavalieri finanziarono la messa in onda delle riprese della famosa visita di Papa Giovanni Paolo II in Polonia nel 1979. Nello stesso periodo, l'Ordine stanziò dei fondi per la pubblicazione e consultazione di alcuni testi intitolati "Le Comuni Radici Cristiane dell'Europa", che vennero poi stampati in Polonia. Infine, riprendendo la missione diplomatica del Conte Galeazzi, i Cavalieri si adoperarono per promuovere degli incontri tra il Segretario di Stato Vaticano Cardinale Agostino Casaroli e il Presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan che ebbero luogo, nel 1982, durante la centesima "Convention" annuale dell'Ordine ad Hartford nel Connecticut.
Nell'occasione, il Presidente Reagan e il Cardinale Casaroli discussero sulla opportunità della creazione di relazioni diplomatiche formali tra i due Paesi. Non molto tempo dopo tali relazioni divennero realtà.

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L'eredità dei Campi Sportivi

Il 24 maggio 1959 fu dedicata una targa di marmo presso il centro sportivo del Lungotevere con i nomi degli 81 giovani che crebbero giocando sui campi dei cavalieri e diedero la propria vita nella Seconda Guerra Mondiale. Sebbene aperti anche durante il corso della guerra,ed in alcune circostanze usati per la distribuzione di cibo ed opere caritatevoli, i campi dei cavalieri nel dopo guerra, fiorirono nuovamente e oggi si annoverano molti romani importanti che li usarono da bambini. Tra questi anche il Primo Ministro Giulio Andreotti e calciatori eccellenti come Giancarlo De Sisti e molti altri.

Arte e Fede

Una delle opere più visibili dell'eredità dei Cavalieri di Colombo a Roma è il lavoro che l'organizzazione ha svolto in Vaticano con i suoi più importanti progetti di restauro. Di grande rilievo è il restauro della facciata della Basilica di San Pietro realizzato nel 1985, insieme a quello delle statue San Pietro e Paolo nella piazza antistante, che erano molto danneggiate da anni di esposizione agli agenti esterni. Molti altri progetti furono intrapresi, incluso il restauro dell'atrio della Basilica realizzato dal Maderno, le Grotte Vaticane e, tra gli altri, la cupola della Cappella del Santissimo Sacramento.

Il progetto più recente sostenuto dai Cavalieri, è stato il restauro del monumento funebre in bronzo del XV secolo di Papa Sisto IV, realizzato dallo scultore fiorentino Antonio del Pollaiolo e considerato uno dei più importanti capolavori dell'arte Rinascimentale.

Raggiungere il mondo

Come la tecnologia è cambiata nel corso dei secoli, creando nuovi modi di comunicare e nuovi mezzi di trasporto, I Cavalieri di Colombo, sia come individui che come un'organizzazione, hanno aiutato spesso il Vaticano nel portare i messaggi del Papa - e perfino il Papa stesso – in tutto il mondo. A partire dal 1929, con il dono fatto dai fratelli Graham di una delle prime "papamobili" fino al finanziamento dell' uplink satellitare e la donazione di veicoli per le trasmissioni televisive satellitari, i Cavalieri di Colombo hanno consentito a milioni di persone di connettersi agli eventi pontifici.

La Chiesa in America nel XX secolo

Nel periodo in cui John F. Kennedy fu eletto 35° Presidente degli Stati Uniti nel 1960, l'America era un posto diverso per i cattolici. Sebbene il Presidente stesso combattesse i sentimenti anticattolici, i toni si erano complessivamente placati rispetto a quelli che Padre McGivney dovette fronteggiare nel tardo XIX secolo e a quelli che Al Smith affrontò durante la campagna presidenziale del 1928. Durante le visite del Papa Giovanni Paolo II negli Stati Uniti e in Canada – così come per varie decine di altri paesi – i Cavalieri di Colombo hanno orgogliosamente accolto il Santo Padre, anche co-patrocinando una Messa a New York. L'Ordine ha giocato un ruolo unico nel preparare il terreno per le relazioni diplomatiche ufficiali tra gli Stati Uniti e la Santa Sede. Quando il Cardinale Agostino Casaroli e il Presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan si incontrarono durante la Centesima Convention dei Cavalieri, tenutasi nel 1982 a Hartford nel Connecticut, parlarono dello sviluppo positivo delle relazioni tra i due paesi.

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MENTRE SULL'EUROPA SI ADDENSAVANO NUOVAMENTE LE NUBI DELLA GUERRA, i Cavalieri di Colombo dovettero lottare per rimanere in Italia, poiché Mussolini cercò di prendere il controllo delle attività e delle organizzazioni per la Gioventù Cattolica, inclusi i centri ricreativi dei Cavalieri.
Questi ultimi non solo mantennero i campi sportivi operativi nei primi anni Trenta, ma riuscirono a farli funzionare per tutto il corso della Seconda Guerra Mondiale poiché, quando scoppiò la guerra, i sacerdoti e le suore di Roma chiesero al Papa di mantenerli aperti.
Durante la guerra, l'ufficio romano dei Cavalieri di Colombo cominciò ad agire come collegamento tra il Vaticano e le altre nazioni, in particolar modo con gli Stati Uniti.
Al centro di tutto ciò, vi era il Direttore dell'Ufficio di Roma, il Conte Enrico Pietro Galeazzi che, essendo Governatore della Città del Vaticano ed al tempo stesso il Direttore dell'ufficio dei Cavalieri di Colombo, aveva relazioni strette sia con il Papa che negli Stati Uniti.
Nel 1943, venne inviato a Washington D.C., con una lettera per il Presidente Roosevelt da parte di Papa Pio XII nella quale il Santo Padre chiedeva personalmente che Roma venisse risparmiata da ulteriori bombardamenti Alleati.
Tuttavia Roma subì gli attacchi aerei e gli effetti della guerra. In quei tempi, i centri ricreativi assunsero un valore che andava al di là della loro funzione sportiva. Dopo il bombardamento del 1943 nel quartiere di San Lorenzo, Papa Pio XII insistette nel visitare di persona lo scenario della distruzione.
Con l'auto papale fuori servizio, il Conte Galeazzi accompagnò il Papa nelle vicinanze del campo sportivo di San Lorenzo, che era stato danneggiato dal bombardamento. Camminando in mezzo alla gente sconvolta, il Papa consolò il suo "gregge". Per un periodo, l'Oratorio di San Pietro venne usato anche come quartier generale di Papa Pio XII per la carità personale verso i romani e gli autocarri vaticani furono mandati a prendere viveri in ogni parte d'Italia da portare a Roma per la distribuzione.
In seguito alla guerra, i Cavalieri, sotto il Cavaliere Supremo Francis Matthews, prestarono attivamente assistenza aiutando gli italiani. Dopo la guerra e nel periodo immediatamente successivo, l'Ordine si dimostrò una presenza solida, affidabile e strategica nella Città Eterna, per cui molti Cavalieri Supremi furono ricordati con doni commemorativi dal Papa e dai funzionari vaticani.

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Le conseguenze della guerra

Il campo di gioco Benedetto XV, situato nella zona industriale di San Lorenzo, fu danneggiato dai bombardamenti Alleati del 1943, che distrussero la maggior parte dell'area circostante. Qualche ora dopo il Conte Enrico Pietro Galeazzi, rappresentante dei cavalieri di Colombo a Roma, accompagnò il Santo Padre Pio XII nelle vicinanze del campo sportivo, dove circa 1000 civili avevano perso la vita e migliaia erano stati feriti. Gli abitanti del quartiere si strinsero intorno al Santo Padre che era venuto a condividere con loro quel momento di sofferenza.

Conforto e aiuto

Durante la guerra, una parte dell'Oratorio di San Pietro servì come quartier generale per il programma del Vaticano di distribuzione del cibo iniziato dal Papa stesso per gli abitanti di Roma. Più di 400.000 persone utilizzarono giornalmente questo servizio. La fine della Seconda Guerra Mondiale fece vedere al mondo i bisogni sconvolgenti degli abitanti di Roma. I campi da gioco dei cavalieri furono utilizzati per ospitare aiuti umanitari di organizzazioni come le Nazioni Unite. I vescovi americani riconobbero l'assistenza attiva dei Cavalieri durante la guerra e premiarono la loro prontezza nell'aiutare i fratelli e le sorelle italiane nel momento del bisogno.

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MENO DI 25 ANNI DOPO LA FONDAZIONE, i Cavalieri di Colombo offrirono il loro sostegno alle truppe durante la Prima Guerra Mondiale, con la creazione di un Comitato per le attività di Guerra ed il programma "Army Hut" (rifugi militari). Questo programma portò i Cavalieri di Colombo nelle basi militari degli Stati Uniti e poi in Europa durante la Grande Guerra.

Gli "Army Huts" fornivano di tutto: dal cibo ai libri, dalla sponsorizzazione di spettacoli sportivi e quelli di intrattenimento. Da New York alla Siberia, i Cavalieri crearono infrastrutture per i soldati americani con il motto, "Everybody Welcome, Everything Free" (Tutti Benvenuti, Tutto Gratis).

Ancora non era stata fondata la United Service Organizations, e le truppe non avevano molte possibilità di riposarsi e rilassarsi. Inoltre, mentre esistevano alcune infrastrutture per i soldati protestanti ed ebrei, non ne esistevano di equivalenti per i cattolici. Vi era anche una forte carenza di cappellani.

L'Ordine colmò entrambi i vuoti mandando cappellani e mezzi ricreativi per i soldati, cattolici e non.

Tra gli intrattenitori più famosi del tempo che si esibirono per le truppe, vi erano Cora Youngblood con le sue cantanti e Garry McGarry, un importante attore del cinema muto e Segretario dei Cavalieri di Colombo a Vladivostok, in Siberia.

L'ambizioso programma dei Cavalieri li condusse in più di 100 diversi luoghi in Europa. Impressionato dal loro lavoro, Papa Benedetto XV invitò i Cavalieri a costituire una "Hut" a Roma, cosa che fecero presso l'Hotel Minerva dal 1918 al 1919. Questi organizzarono rifugi anche a Genova e a Venezia.

Ricevettero grandi elogi per la loro opera durante la guerra da Papa Benedetto XV, dal Maresciallo francese Ferdinand Foch, dal Generale americano John J. Pershing e da molti altri. A Roma, la presenza dell'Ordine fu così apprezzata che persino durante il culmine del sentimento anti-americano, nel periodo di negoziazione del Trattato di Versailles, la bandiera statunitense continuò a sventolare dal loro quartier generale.

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All'ombra del Pantheon

"Nella famosa Piazza della Minerva vicino al Pantheon, c'è un'insegna molto grande sulla facciata dell'Hotel Minerva dove si possono leggere le seguenti parole: 'Cavalieri di Colombo' … È il modo più simpatico per dire "I ragazzi americani sono i benvenuti". Una parte dell'Hotel Minerva è stata annessa ed isolata dal resto dell'albergo. Ci sono camere da letto, dei bagni e al piano inferiore, stanze per leggere, scrivere, giocare e un biliardo… C'è una sala laterale al piano terra dove vengono offerti cioccolato, caffè, e altro a tutte le ore. Vengono fornite sigarette oltre a tutto ciò che un soldato americano può desiderare. La sera vengono proiettati film e forniti altri intrattenimenti. Tutto è di prima classe e il Comandante a Roma è instancabile nel suo lavoro per i ragazzi che vanno e vengono. La sera prima erano in trenta e circa quindici hanno dormito lì. Il Capo è ben noto in Vaticano dove egli va personalmente per prendere i rosari, medaglie benedette da sua Santità per i soldati che ne fanno specifica richiesta. … I Cavalieri di Colombo hanno fatto un buon lavoro e nessuno in patria può fare di meglio che inviare i propri dollari per aiutarli a proseguire".

(Catholic World, Volume 108, March 1919, pg. 863-4.
Published by the Paulist Fathers.)

Lo Sport: un diversivo necessario

Le attività sportive ebbero per i Cavalieri di Colombo, fin dall'inizio attività dell'organizzazione, un ruolo importante. Padre McGivney stesso fu un appassionato di sport ed il primo a vincere la medaglia d'oro delle Olimpiadi moderne fu James Connolly, un membro dei Cavalieri di Colombo. Durante la Prima Guerra Mondiale lo sport divenne un'attività fondamentale nel programma "Army Hut" per il benessere mentale e fisico delle truppe. L'Attività fisica aiutò gli uomini a dimenticare gli orrori delle trincee e a rimanere attivi fino al termine delle attività. L'Ordine organizzò numerosi eventi sportivi all'estero, portando alcuni atleti di primissima categoria dagli Stati Uniti essendo sia Segretari che allenatori dei Cavalieri di Colombo.

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NELL'AGOSTO DEL 1920, i Cavalieri di Colombo intrapresero un viaggio attraverso la Francia e l'Italia, con l'intenzione di dedicare una statua a Lafayette, donata dai Cavalieri a Metz, in Francia. Faceva parte del programma del viaggio anche un pellegrinaggio a Roma, dove la delegazione incontrò Papa Benedetto XV, dal quale furono invitati a rimanere stabilmente nella città.
In quel tempo Roma si stava risollevando dalla Prima Guerra Mondiale, e le attrezzature sportive per i giovani romani erano scarse e necessarie.
Su suggerimento del Papa, l'Ordine dei Cavalieri intraprese la costruzione di diversi campi da gioco in vari quartieri, per la gioventù. Lo spirito era quello del Programma "Army Hut" della Prima Guerra Mondiale: "Tutto Gratis" per i ragazzi accolti in queste strutture.
Sull'esempio di Padre McGivney, che operò attraverso la sua parrocchia, l'utilizzo dei Campi dei Cavalieri fu organizzato tramite le Parrocchie di Roma.
Negli anni 20, la libertà religiosa divenne un problema sempre più rilevante nell'America del Nord. La persecuzione della Chiesa Cattolica da parte del governo messicano fece si che i Cavalieri di Colombo si mobilitassero a sostegno della Chiesa di quel paese, raccogliendo un milione di dollari per far luce sulla situazione e aiutare i rifugiati negli Stati Uniti.
I Cavalieri, che avevano dato vita ad alcuni "Councils" in Messico nel 1905, fecero pressioni sul Presidente degli Stati Uniti Calvin Coolidge per trovare una soluzione alla crisi. Alla fine, l'impegno dei Cavalieri fu ripagato e la pressione crescente dell'opinione pubblica aiutò a trovare una soluzione nei "Mexican Accords" del 1929.
Papa Pio XI elogiò l'opera dell'Ordine in Messico del 1926 nell'Enciclica "Iniquis Afflictisque". Essi continuarono anche a combattere contro le politiche migratorie restrittive come il "Johnson-Reed Immigration Act" del 1924, che prendeva di mira soprattutto gli immigrati cattolici.
Infine, in un momento storico in cui l'uguaglianza razziale non era un ideale condiviso da tutti nel Paese, l'Ordine guardò avanti e commissionò una serie di racconti facenti parte dei "Racial Contribution Series" dei Cavalieri di Colombo.

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Evidenziando il contributo nazionale di coloro che erano spesso presi di mira dal razzismo - inclusi gli afroamericani e gli ebrei - i Cavalieri mostrarono che la loro lotta per essere accettati come cattolici patrioti, si estendeva anche alle altre razze e religioni.

Un'educazione pacifista

Gli anni 20 furono attraversati da tensioni sociali e odio. Negli Stati uniti le iscrizioni al KU KLUX Klan aumentarono vertiginosamente, trasferendo odio e violenza contro i cattolici, gli ebrei, gli afro-americani e gli immigrati di tutto il paese.

Allo stesso tempo, in Messico, il Klan ebbe un valido sostenitore nel Presidente Plutarco Elias Calles, il quale emanò nuove leggi contro i cattolici, tra cui l'abolizione dell'Educazione Cattolica, le restrizioni di venerazione e di culto culminarono con l'espulsione di centinaia di preti, incluso il delegato del Papa.

In tutto questo, i Cavalieri di Colombo si opposero al bigottismo dilagante da ambo i lati della frontiera. I Cavalieri di Colombo lanciarono una campagna educativa che metteva in luce le atrocità che succedevano in Messico. Per mezzo di conferenze e di pubblicazioni, diedero voce ad alcuni di quei gruppi maggiormente oppressi, grazie alla Knights of Columbus Historical Commission furono pubblicati dei libri sul ruolo fondamentale degli afro-americani, degli ebrei e dei tedeschi in america.

Dopo la guerra, campi della Speranza

Dal 1922 in poi, molti furono i campi costruiti a Roma, uno di questi l'Oratorio di San Pietro, era situato vicino il Vaticano sul terreno donato dal Papa stesso. Papa Pio XI approvo entusiasticamente i nuovi lavori "Io stesso vedo, dal mio studio, i progressi che stanno facendo qui nel cuore di Roma" e aggiunse che la presenza dei Cavalieri di Colombo fu molto pertinente " poiché quello che stanno facendo non è meno importante di altri lavori umanitari".

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Il VENERABILE SERVO DI DIO PADRE MCGIVNEY fondò i Cavalieri di Colombo contro il profondo sentimento anti-cattolico e anti-immigrazione che vigeva negli Stati Uniti. Il giovane sacerdote, al servizio di una parrocchia di New Haven nel Connecticut, costituita in gran parte da immigrati, si rese presto conto della necessità di un'organizzazione concepita come aiuto per le famiglie cattoliche che provvedesse al mantenimento delle vedove e degli orfani in un'epoca in cui non esistevano ammortizzatori sociali e, durante la quale, spesso i capifamiglia morivano giovani.
Inoltre, padre McGivney offrì ai cattolici, la possibilità di praticare la carità nelle loro Comunità, rafforzando della loro fede comune affinché si sostenessero l'unaltro.
L'organizzazione scelse il nome di Colombo in quanto era un cattolico rispettato ed un eroe della storia Americana. Essendo un'icona nazionale, la figura di Colombo rese comprensibile che si poteva essere cattolici ed Americani patriottici al tempo stesso.
L'anti-cattolicismo fu una realtà personalmente affrontata da Padre Michael J. McGivney. La Chiesa di Santa Maria, di cui era il parroco, non potette essere costruita nella zona verde di New Haven dove si trovavano la maggior parte delle chiese protestanti. Costruita su Hillhouse Avenue, la parrocchia di padre McGivney fu apertamente criticata dal New York Times come una macchia su un viale che sarebbe stato altrimenti esclusivamente aristocratico.
Tra le discriminazioni e le difficoltà quotidiane dei cattolici che spesso lavoravano in condizioni pericolose e inumane, padre McGivney vide la necessità di un'organizzazione che rafforzasse la fede dei suoi parrocchiani e proteggesse la stabilità finanziaria delle famiglie.
Padre McGivney morì trentottenne, 8 anni dopo la fondazione dei Cavalieri, come tanti altri giovani sacerdoti che contraevano malattie durante il loro instancabile lavoro, spesso in condizioni sanitarie insalubri, accanto agli ammalati.
Centinaia di persone in lutto si recarono al funerale, ispirati da un parroco senza pretese la cui visione aveva generato un movimento chiaramente in grado di esplodere nella sua crescita in tutto il paese.
Dal 1897 - meno di 10 anni dopo la morte del padre McGivney – l'Ordine era presente negli Stati Uniti, in Canada e si propagò rapidamente in Messico e nelle Filippine (1905), a Cuba e a Panama (1909).

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Nello stesso tempo, i Cavalieri intrapresero nuove sfide criticando esplicitamente le politiche migratorie degli Stati Uniti che miravano a ridurre gli arrivi degli italiani e di altri europei meridionali (prevalentemente cattolici), vedendo in queste politiche un'evidente motivazione anti-cattolica. Fondato per proteggere ed aiutare i deboli e gli indifesi, lo spirito dell'Ordine è rimasto lo stesso per più di 125 anni, anche se ai giorni nostri, vi sono delle nuove realtà. di disagio e povertà.

Fondando i Cavalieri di Colombo

Negli anni in cui Padre McGivney era un sacerdote, New Haven era una città industriale con centinaia di fabbriche in attività. Come attestano i giornali del tempo, le fabbriche erano luoghi pericolosi che lasciarono molte famiglie immigrate inaspettatamente orfani di padre. All'epoca, le confraternite, erano abbastanza popolari, non solo per il loro cameratismo, ma anche perché spesso fornivano una rudimentale forma di assicurazione sulla vita, dando ai membri delle famiglie sostegno finanziario nel caso in cui il capofamiglia moriva o non fosse in grado di lavorare. La maggior parte di queste organizzazioni erano anche società segrete proibite ai cattolici e persino ostili alla Chiesa.

Nel 1882, padre McGivney, in una riunione con circa 60 uomini nel seminterrato della Chiesa di Santa Maria, fondò i Cavalieri di Colombo. Chiamando il primo "Council" "San Salvador, " dal nome della prima isola del Nuovo Mondo scoperta da Cristoforo Colombo. I Cavalieri presto si diffusero in altre città.

Quando padre McGivney morì pochi anni dopo, egli fu ricordato con affetto con una citazione del libro biblico della Sapienza: "creato perfetto per un tempo breve, egli ha colmato un lungo tempo..."